martedì 15 gennaio 2013

DUE IMPORTANTISSIME INIZIATIVE CENTRALI A GENNAIO




Care compagne e cari compagni,

vi comunichiamo 2 importantissime iniziative CENTRALI per il  mese di gennaio, per le quali chiediamo il massimo della mobilitazione delle Vostre sezioni e degli iscritti al Partito. Nei prossimi giorni verrete contattati telefonicamente dall'organizzazione della Federazione romana.

1) Domenica 20 gennaio dalle ore  9,30 alle ore 13  presso il cinema Farnese (piazza Campo de' Fiori), iniziativa pubblica organizzata come FDS di Roma in occasione dell'anniversario del 21 gennaio, data di fondazione del Partito Comunista d'Italia. All'iniziativa saranno presenti numerosi opsiti, tra cui le delegazioni dell'ambasciata di Cuba e Venezuela, nonché l'intervento di saluto di alcuni partiti comunisti europei. La sala presenta nr 300 posti da riempire. Le sezioni devono necessariamente mobilitare il proprio quadro attivo e tutti gli iscritti.

2) Venerdì 25 gennaio ore 20 cena al ristorante  Biondo Tevere, Via Ostiense, 178.
Cena a sottoscrizione con menù pizza finalizzata alla campagna di raccolta fondi per il Partito romano per sostenere le prossime competizioni elettorali (politiche, regionali, comunali). La sottoscrizione è a partire da un minimo di € 20,00.
Chiediamo a tutti voi ovviamente di partecipare e di coinvolgere compagni, amici e simpatizzanti, comunicando in Federazione le vostre prenotazioni, il più presto possibile.

Come certamente capirete sono due momenti importantissimi per noi, la nostra visibilità, visti anche i tempi brevissimi di campagna elettorale, quindi vi chiediamo il massimo impegno nella partecipazione.

Fraterni saluti.

Antonio Baldo

Vi Aspettiamo Tutti




Carissime amiche e amici, compagne e compagni, domenica 20 gennaio dalle ore 9,30 alle ore 13 presso il cinema Farnese a Roma (piazza Campo de' Fiori), iniziativa pubblica organizzata da FDS di Roma in occasione del 92° anniversario del 21 gennaio, data di fondazione del Partito Comunista d'Italia.

All'iniziativa saranno presenti numerosi ospiti, tra cui le delegazioni dell'ambasciata di Cuba e Venezuela, nonché l'intervento di saluto di alcuni Partiti comunisti europei.

Partecipate e fate partecipare!

Fraterni saluti

venerdì 11 gennaio 2013

La CGIL che vogliamo

Ieri si è svolta, presso i locali messi a disposizione dalla Filcams Regionale, l'assemblea dell'area programmatica CGIL che Vogliamo in Filcams Roma e Lazio.

All'assemblea hanno partecipato numerosi delegati di vari settori (vigilanza, alberghi, pulizie, servizi, terziario, grande distribuzione).

Ha introdotto l'Assemblea il compagno Antonio Baldo (portavoce dell'area)  che, dopo un accenno alla situazione politica in fermento per l'avvicinarsi delle scadenze elettorali e la presentazione dell'iniziativa "La nuova Classe Operaia", si è soffermato sulle problematiche che attanagliano il mondo del lavoro, sui ritardi della CGIL nell'opporsi all'accordo sulla produttività (definito da Antonio "Colpo mortale portato dalla classe padronale ai contratti nazionali), sulle ambiguità della Filcams nei confronti degli Enti Bilaterali e sulla necessità dell'area di rilanciare la propria azione con la definizione di alcuni obiettivi minimi: 1) Costituzione di una commissione sugli Enti Bilaterali;  2) Proporre un calendario di corsi di formazione aperto a tutti i delegati;  3) Conquistare definitivamente tutte le agibilità necessarie per la sopravvivenza dell'area stessa.
Sono seguiti numerosi interventi dei delegati presenti che, in estrema sintesi, hanno ribadito i seguenti concetti:
  • elaborare un documento dell'Area che fotografi l'attuale situazione politico/sindacale che parta dal ribadire la necessità imprescindibile dell'autonomia della CGIL dalla politica (vedi sponsorizzazione della Camusso a Bersani per le primarie vergognosamente ripetute anche durante i nostri comitati direttivi) e faccia il punto sui contratti (cosa ha fatto la Filcams per contrastare l'accordo separato del commercio?), sull'accordo sulla produttività (cosa sta mettendo in campo la CGIL per contrastarlo?) e sugli Enti Bilaterali (cosa sta facendo la Filcams per garantire trasparenza e partecipazione democratica?)
  • è necessario strutturare la nostra area sulla centralità della classe lavoratrice, sulle sue lotte, proponendosi come collante tra quelle che sono in atto cercando di mettere a disposizione dei lavoratori la nostra capacità organizzativa e i nostri strumenti di comunicazione (sito, mail, ecc.) 
  • organizzare anche insieme ad altri settori della CGIL (Fisac, ad esempio) una mobilitazione contro le terziarizzazioni che, anche a causa della spending review sta colpendo duramente i nostri settori
Le conclusioni non sono consistite nella solita sintesi degli interventi dell'assemblea ma invece si sono concentrate sull'aspetto organizzativo e sull'assegnare alle compagni e compagne che si sono volontariamente offerti compiti. Queste le decisioni prese:
  • Antonio e Leonardo metteranno appunto il documento che, dopo essere stato condiviso tra i compagni e le compagne dell'area, verrà presentato nei direttivi
  • Manuela, Andrea, Nando costituiscono la "Commissione formazione"
  • Spartaco, Edvid e Leonardo costituiscono la "Commissione Enti Bilaterali"
  • Federico, Leonardo e Nando si incontreranno per cercare di migliorare il sito dal punto di vista grafico
Antonio Baldo e Leonardo De Angelis - Portavoci CGIL Che Vogliamo in Filcams Roma e Lazio

giovedì 3 gennaio 2013

Il Nuovo che AVANZA



Andiamo Avanti




La candidatura a premier di Antonio Ingroia è una buona notizia. Lo è per quanto lui ha fatto da pubblico ministero nella lotta alla mafia, per il coraggio e per la sete di verità che ha espresso nel suo lavoro di esame e indagine degli ultimi vent’anni di storia politica dell’Italia, per il grande valore che questa decisione esprime nella difesa della Costituzione nata dalla Resistenza. Una candidatura di grande prestigio che conferisce quindi credibilità a «Rivoluzione Civile»: la coalizione elettorale composta da una parte significativa delle forze politiche schieratesi all’opposizione di Berlusconi prima, e Monti poi.
Il quadro politico generale si è contestualmente chiarito. Attorno a Monti si tenta di fondare un nuovo centro politico in assoluta sintonia col PPE, espressione di alcuni significativi settori del capitale finanziario europeo e di quello italiano, del Vaticano e di una parte dei potentati economici locali legati all’Udc. Le elezioni, in questo senso, definiranno gli equilibri e i rapporti di forza con il Partito Democratico, l’altro attore attraverso cui si tenterà la stabilizzazione del panorama politico-istituzionale italiano.
Le condizioni politiche affinché a livello nazionale fosse possibile trovare un punto d’incontro tra il Pd e le forze della sinistra comunista e anti-liberista – come da più parti vaticinato – non si sono determinate. La scelta del Pd di porsi al centro della gestione del Paese post-berlusconiano nel pieno delle compatibilità indicate dall’Europa è, al momento, irrevocabile. Di più, è la stessa natura di quel partito che lo spinge in quella direzione. Nella crisi questo aspetto diviene irrinunciabile: un confronto chiaro sui programmi non poteva quindi portare ad alcuna intesa neanche sul terreno tattico. Vendola, in questo senso, più che il partner di una coalizione appare sempre di più un «prigioniero»: lui ed il suo velleitarismo, possiamo dire col senno del poi, sono fra gli elementi che più hanno condizionato negativamente i percorsi a sinistra dopo il 2008.
La sinistra di classe, a dispetto dei cinque anni in cui avrebbe potuto costruire questo passaggio elettorale, evidenzia una grande debolezza: un’anomalia nel quadro europeo. Quell’autonomia politica che rende credibile un’ alternativa alla gestione della crisi che il capitale finanziario ha messo in campo in Europa non l’abbiamo conquistata. I comunisti del PdCI e del Prc, indeboliti dalla divisione della FdS, si ritrovano comunque nella stessa coalizione elettorale. Un fatto apparentemente episodico ma che spiega quanto, aldilà delle tattica elettorale, la questione dell’unità dei comunisti sia ineludibile: sia i rapporti di forza che la gestione autoritaria della crisi non possono che spingere i comunisti in direzione ostinata e contraria ai processi in atto. Allo stesso tempo, per evitare continui sbandamenti, è necessario adoperarsi per collocare limpidamente ed unitariamente i comunisti nel nuovo quadro poitico determinato dalla crisi economica.  
Nonostante tutti i limiti e le colpevoli difficoltà che renderanno durissima la campagna elettorale, i comunisti e la sinistra devono essere in grado di incidere sul profilo politico della costituenda coalizione. Occorre quindi far emergere accanto a quello civico e democratico nobilmente incarnato da Ingroia una caratterizzazione di classe che si esprima con una chiara campagna anti-Monti-BCE e con candidature adeguate. Da questo punto di vista propongo di valutare la candidatura di una figura proveniente dal mondo del lavoro in lotta che in maniera complementare possa aiutare a costruire un ipotetico ticket con Ingroia. In questa o in altre forme questo aspetto va reso il più chiaro possibile.
Adoperiamoci quindi, con grande determinazione, per la riuscita di questa campagna elettorale. Un compito difficile ed arduo per le condizioni in cui ci si arriva. Allo stesso tempo è bene essere consapevoli che o saremo in grado, sin dai prossimi mesi, di combattere per ricostruire una lotta di massa, un Partito comunista ed una sinistra di classe all’altezza della situazione o saremo condannati ancora all’impotenza per un lungo periodo. Andiamo Avanti!

di: Fabio Nobile